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Caravaggio

La Maddalena in estasi

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Caravaggio, Maddalena in estasi
00:00 / 01:17
Anno: 1606
Olio su tela, cm 106,5×91
Londra, collezione privata

Fuggito in gran segreto da Roma a seguito dell’omicidio in duello commesso il 28 maggio del 1606 ai danni di Ranuccio Tomassoni, Caravaggio, protetto dalla marchesa di Caravaggio, Costanza Colonna, trova asilo presso il principe Colonna nel feudo di Paliano nella campagna romana.

 

Lì dipinge la Maddalena in estasi, in cui i primi biografi di Caravaggio (Mancini, Baglione, Bellori) vedono l’inizio di una presa di coscienza da parte del Merisi della propria condizione esistenziale, un principio di conversione e di uscita dall’ombra del peccato.

 
Maddalena è inquadrata con un "taglio americano” di sapore cinematografico, illuminata da una luce drammatica spiovente dall’alto: il collo si gonfia nello sforzo della tensione, la guancia è come divorata dal gioco del chiaroscuro, l’effetto di contrapposto luminoso fra le braccia si conclude nelle mani intrecciate, strette sino a far male.

 

Le pieghe strizzate della camicia e il manto rosso in primo piano, rinviano all’isolamento ascetico della protagonista. Gli artisti che poterono studiarla rimasero sconvolti dall’espressione di rapimento della Maddalena al punto che anche il grande Bernini se ne ricorderà nella celebre Transverberazione di santa Teresa d’Avila.

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