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L'ELEGANZA DEL RITRATTO

L'eleganza del ritratto
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Nel secolo di Galileo, di Cartesio, ma anche di Spinoza, l’uomo è indagato nella sua realtà terrena e nel suo far parte della natura, diventa oggetto di studi filosofici e scientifici.

 

Questo nuovo naturalismo, che secondo Wittkower nasce dalle sperimentazioni di Caravaggio (e dei Carracci), si ritrova in molti ritratti del barocco dove il modello non è più idealizzato ma si dà spazio alla sua rappresentazione psicologica anche tramite una nuova mobilità visiva.

 

Nel Ritratto del duca d’Este di Sustermans emerge chiaramente il complesso temperamento  dell'effigiato che si rivolge fieramente verso lo spettatore con uno sguardo concentrato, indagatore. L’esecuzione finissima e la tecnica perfetta producono un’espressione di vivacità e verosimiglianza. Al contrario, nei ritratti di san Domenico e di san Francesco, Mattia Preti fissa nel chiaroscuro l’espressione pacata dei volti e definisce i dettagli con accurata evidenza scientifica.

 

L’intimità della rappresentazione caratterizza l’Autoritratto di Van Dyck, eseguito con rapidità di tocco e grande freschezza. Tramontati i principi di Guido Reni, secondo i quali la fisionomia doveva rappresentare i canoni della perfezione, l'Autoritratto di Van Dyck incarna perfettamente questo nuovo corso e ispira simpatia in quanto esprime una serena e pacata vitalità.

Ci si avviava a grandi falcate verso il “Secolo dei lumi”.

 

THE ELEGANCE OF THE PORTRAIT

In the century of Galileo, Descartes and Spinoza, man is investigated in his earthly reality and in his being part of nature, he becomes the subject of philosophical and scientific studies. This new naturalism, which according to Wittkower stems from Caravaggio's (and Carracci's) experiments, can be found in many Baroque portraits where the model is no longer idealised but space is given to his psychological representation also through a new visual mobility. In the Portrait of the Duke of Este by Sustermans, the complex temperament of the sitter clearly emerges, who proudly faces the viewer with a concentrated, inquiring gaze. The fine execution and perfect technique produce an expression of vivacity and verisimilitude. In contrast, in the portraits of St. Dominic and St. Francis, Mattia Preti fixes in chiaroscuro the calm expression of the faces and defines the details with accurate scientific evidence. The intimacy of the representation characterises Van Dyck's Self-portrait, executed with rapidity of touch and great freshness. After Guido Reni's principles, according to which physiognomy had to represent the canons of perfection, Van Dyck's Self-portrait perfectly embodies this new course and inspires sympathy as it expresses a serene and calm vitality. The 'Age of Enlightenment' was fast approaching.

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