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ESTASI E RAPIMENTO
IN SCENA

Estasi e rapimento in scena
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Estasi e rapimento. Il barocco suscita estasi e rapimento, coinvolgendo in un gioco di eccessi, movimento, teatralità e colore. Dopo il rigore che segue il Concilio di Trento, finalmente la Chiesa Cattolica trionfa sull'eresia protestante e le immagini religiose ascendono al cielo in un tripudio dei sensi.

 

L’incipit del Barocco si deve al genio di Pietro da Cortona con l’affresco di Palazzo Barberini. Nel Trionfo della Divina Provvidenza il cielo, popolato da numerose figure di angeli e santi che galleggiano su nubi, ghirlande, conchiglie e delfini sembra dilatarsi all’infinito, imponendosi sulla superficie della volta. Lo spazio rompe gli argini e annulla l’idea del tempo che può essere solo quello divino. 

La tela di Pietro da Cortona qui esposta è stata commissionata dal cardinale Francesco Barberini (1597-1679), nipote di papa Urbano VIII, il promotore della Roma barocca. La composizione abbandona gli schemi classici, la Vergine seduta su un trono di nubi appare sia maestosa sia eterea, le vesti rosse e blu cangiante emergono da uno sfondo dorato da cui spiccano quattro angeli che indicano il cielo. Sulla destra si apre un paesaggio con scene di vita eremitica.

Ispirato al racconto contenuto nella Legenda aurea, il Martirio di sant’Andrea di Carlo Dolci ha le sembianze di una rappresentazione teatrale; colpiscono le tinte smaltate di rara preziosità e i brani di vivo naturalismo resi in ogni minimo particolare: dalla spalla e dal torace nudi del brutalmente scoperti da uno degli aguzzini, dalle mani robuste dei personaggi affaccendati a legare la croce.

 

Diverso è il caso della Deposizione di Cristo di Ribera, una composizione drammatica per la dignitosa umanità che avvolge la scena, concentrata sul bellissimo corpo di Cristo, e che tocca il vertice nella biondissima Maddalena china a baciare un piede del figlio di Dio.

 

 

SCENES OF ECSTASY AND RAPTURE

 

Ecstasy and Rapture. The Baroque arouses Ecstasy and Rapture, engaging in a play of excess, movement, theatricality and color. After the rigor following the Council of Trent the Catholic Church finally triumphs over Protestant heresy and religious images ascend to heaven in a jubilation of the senses. 

The incipit of the Baroque is due to the genius of Pietro da Cortona with the fresco in Palazzo Barberini. In the Triumph of Divine Providence the sky, populated by numerous figures of angels and saints floating on clouds, garlands, shells and dolphins, seems to expand infinitely, imposing itself on the surface of the vault. Space breaks the banks and nullifies the idea of time, which can only be divine time. 

Pietro da Cortona's canvas displayed here was commissioned by Cardinal Francesco Barberini (1597-1679), nephew of Pope Urban VIII, the promoter of Baroque Rome. The composition abandons classical patterns; the Virgin seated on a throne of clouds appears both majestic and ethereal, her iridescent red and blue robes emerging from a golden background from which four angels stand out, pointing to the heavens. On the right is a landscape with scenes of hermit life. Inspired by the story contained in the Legenda aurea, Carlo Dolci's Martyrdom of St. Andrew has the appearance of a theatrical performance; striking are the glazed hues of rare preciousness and the passages of vivid naturalism rendered in every detail: from the naked shoulder and chest of the brutally uncovered by one of the torturers, to the sturdy hands of the characters busy tying the cross. Different is the case with Ribera's Deposition of Christ, a dramatic composition because of the dignified humanity that envelops the scene, concentrated on the beautiful body of Christ, and which reaches its apex in the very blond Magdalene stooping to kiss a foot of the son of God.

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