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Furini

Giuditta e l'ancella con la testa di Oloferne

F. Furini.jpg
Furini, Giuditta e Oloferne
00:00 / 01:12
c. 1630-1640
​Olio su tela, cm 150×166
Collezione privata

L’episodio illustra il momento nel quale Giuditta, della città di Betulia, dopo aver conquistato con la sua bellezza il generale Oloferne,nemico degli ebrei a capo delle truppe assire, uccide quest’ultimo all’interno della sua tenda da campo.

 

Seduta sul letto del generale, Giuditta, effigiata al centro della scena con la spada insanguinata ancora serrata nel pugno della mano destra, indica alla sua ancella di raccogliere la testa di Oloferne e di metterla in un sacco.

 

La testa del nemico sarà portata in trionfo dalle due donne a Betulia, dove queste riceveranno il giusto plauso dall’intero popolo per aver riportato, in seguito alla partenza delle truppe occupanti ormai senza guida, la pace nella terra di Israele.

Questa storia ha affascinato generazioni di artisti, e nei primi anni del XVII secolo, Caravaggio ha creato una rappresentazione diretta e violenta della scena di decapitazione.

 

A differenza di Caravaggio e di molti altri artisti che dipingevano questa storia con figure a mezzo busto, Francesco Furini ha presentato la scena a figura intera come su un palcoscenico, descrivendo uno stato d’animo teatrale.

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