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Guerrieri

Cupido addormentato su un letto di rose

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Guerrieri, Cupido addormentato su un letto di rose
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c1618
​Olio su tavola, cm 73×57
Collezione privata

Intrigante è il Cupido dipinto dal Guerrieri, nudo, alato e teneramente addormentato su un panno di un giaciglio fatto di rose dagli steli fogliati, protetto dal vento da un drappo rosso steso sul ramo di un albero.

 

Il capriccioso figlio di Venere posa la mano destra su una freccia, mentre con l’inguine copre parzialmente il turcasso che è solito usare per scoccare a caso i suoi dardi, senza preoccuparsi minimamente dei danni cagionati ai mortali dalle passioni amorose provocate.

 

Siamo dunque dinanzi ad un’incisiva allegoria del volubile dio dell’Amore, la divinità greca e romana che, pur essendo considerata minore tra quelle del Pantheon, fu ampiamente rappresentata nell’arte antica e dagli artisti europei attivi tra Cinque e Settecento.

È opportuno rimarcare che il significato iconografico del soggetto è verosimilmente più complesso di quanto possa apparire a prima vista.

 

Potrebbe ispirarsi infatti ad una poesia o ad un dramma pastorale ora ignoto, ma in voga tra Cinque e Seicento o altresì simboleggiare la fugace fragilità degli amori giovanili che, come i fragranti boccioli di rosa sui quali dorme Eros, splendono di beltà al mattino, ma sono già sfioriti alla sera.

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