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Mattia Preti

Incontro tra San Domenico
e San Francesco

M. Preti.jpg
Preti, Incontro tra S.Domenico e S.Francesco
00:00 / 02:17
c1680
​Olio su tela, cm 126×180
Varese, Pinacoteca Larizza

Il soggetto rimanda all’incontro tra san Domenico e san Francesco, avvenuto sulla base di quanto narrato nel De Vita et Miraculis S. Dominici (Teodorico di Appolda , c. 1290).

 

Nella monografia dedicata a Mattia Preti, Spike (1999, p. 146, cat. 47) pubblica un’opera di analogo soggetto e composizione, sottolineando la scelta del maestro di esprimere il contesto mistico in cui la scena è pensata, avvolgendo i due santi in un’aura celeste, riempiendo lo sfondo con i frati mendicanti degli ordini domenicano e francescano. Dunque, stando agli studi di Spike, della composizione si conoscono almeno altre due versioni: la prima si conserva presso la Galleria Nazionale di Palazzo Spinola (databile intorno al 1670); la seconda presso la chiesa di S. Paolo Apostolo a Cospicua a Malta. 

Il dipinto qui esposto potrebbe collocarsi intorno al 1680, quando lo stile di Mattia Preti è ancora intriso di un naturalismo post caravaggesco misto a  ventature barocche, al contrario di quanto avverrà nell’ultimo decennio di produzione ex ante la sua morte presso la Valletta nel 1699.

A detta di Claudio Strinati (relazione scritta del 2006), l’abbraccio tra i due Santi potrebbe evocare, metaforicamente, il possibile incontro tra i due grandi esponenti del barocco di scuola napoletana, proprio i fratelli Mattia e Gregorio che lavorarono spesso a stretto contatto.

 

A sostegno di questa ipotesi, Strinati cita un affresco nella chiesa di S. Andrea della Valle a Roma dove Mattia ha potuto contare proprio sul supporto del fratello Gregorio. Inoltre, Strinati sottolinea come lo stile latamente caravaggesco del dipinto faccia pensare ad una possibile collaborazione con Gregorio, soprattutto nei volti dei seguaci dei due ordini ecclesiastici, che guardano con stupore i due santi magistralmente rappresentati da Mattia. Difficile, allo stato attuale delle conoscenze stabilire una connessione ‘operativa’ con le altre due versioni conosciute della composizione.

 

Merita segnalare che il dipinto era noto a Federico Zeri che ne conservava una fotografia all’interno della sua fototeca (Foto INVN 110247) con nota autografa sul verso “attr. a M. Preti e bottega”. 

 

Pierluigi Carofano

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