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Reni

Il pianto di San Pietro

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Reni, il pentimento di San Pietro
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c1635
​Olio su tela, cm 95×75,5
Collezione privata

Il “principe” degli apostoli è effigiato con le austere sembianze di un antico filosofo cinico greco, cioè con l’aspetto di un uomo maturo e tuttavia ancora vigoroso, la testa calva incorniciata dai capelli e dalla barba, bianchi e folti.

La sua solida figura è vestita umilmente eppure dignitosamente di un abito nero, semicoperto da un manto grigio, che spunta dallo sfondo della parete bigia su cui si stagliano gli incarnati delle mani e del volto rugoso bagnato di lacrime.

L’originale invenzione pittorica rappresenta uno dei passi più appassionanti narrati dal Vangelo di Marco (14, 66-72): il pianto o pentimento di san Pietro, il momento in cui il futuro martire, dopo l’arresto di Gesù, si attardò ad aspettarlo nel cortile dell’abitazione del gran sacerdote Caifa, dove venne riconosciuto da una domestica che così l’apostrofò: “Anche tu eri con il Nazareno”.

 

Tuttavia colto alla sprovvista, Pietro finse di non conoscere il Salvatore e mentre si allontanava furtivamente dal cortile per timore di essere arrestato, non esitò a negarlo ancora due volte.

 

Ad ogni diniego,egli udì cantare un gallo e solo allora ricordò che Gesù gli aveva preannunciato quanto ineluttabilmente stava accadendo. Fu in quel momento che l’apostolo sconsolato si lasciò andare ad un pianto inconsulto, corrugando la fronte e volgendo gli occhi imploranti in direzione del Cielo per supplicare il divino perdono.

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