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Ribera

Deposizione di Cristo

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Ribera,Deposizione di Cristo
00:00 / 02:35
c1637
​Olio su tela, cm 257×180
Collezione Privata

Prestigiosa è la provenienza ottocentesca di questa ulteriore e poco nota versione della Pietà di Ribera dipinta nel 1637 per la cappella del Tesoro nella Certosa di San Martino, ma ignota è la sua destinazione originaria, sebbene le dimensioni molto simili al dipinto napoletano e l’elevata qualità facciano pensare ad una committenza non ordinaria.

 

Ad una data anteriore al 1833 si trovava nelle collezioni dei Conti di Arundel (Wardour Castle, Wiltshire), per poi essere alienata ad una vendita Sotheby’s del 22 aprile 1953.  

Rispetto alla versione nella Certosa di San Martino, la tela qui esposta presenta una composizione più serrata, con la figura di Cristo posta sul limite della scena in primo piano.

 

La sua esecuzione non dovrebbe cadere troppo lontano da quella del suo modello. Grazie agli studi di Nicola Spinosa sappiamo che negli anni dal 1640 al 1650 Ribera diventa più delicato, più sfumato nel corpo pittorico e abbellisce il disegno, ingentilendosi e raffinandosi; adotta colori più teneri, grigi più dolci; diventa insomma pittoricamente più piacevole, cerca di tenere il passo dei suoi giovani concorrenti Stanzione, Giordano e Cavallino, anche loro maestri dotati di grande talento che cominciano a farsi largo in un mercato sino a quel momento dominato dal genio artistico (e imprenditoriale) di Ribera.

Rispetto alla tela della Certosa di Napoli Ribera qui presenta un fare più franco nel disegno, oltre ad una cromia più tersa e un chiaroscuro meno accentuato. Finita la passione per il crudo realismo di matrice caravaggesca, egli propone un nuovo canone linguistico che si confronta (curiosamente) con il classicismo di Lanfranco e di Guido Reni. 

 

Per questo motivo le opere di questi anni hanno poco a che vedere con quelle eseguite in precedenza, risultando più leziose e talvolta ai nostri occhi accademiche (si veda il San Sebastiano sempre nella Certosa di San Martino o il Matrimonio mistico di santa Caterina, New York, The Metropolitan Museum of Art,  solo per fare due esempi tra i più facilmente verificabili).

È probabile che la sua esecuzione coincida con la metà degli anni Quaranta, come si desume dalla raffinatezza con cui sono dipinte anche le figure secondarie della composizione, per esempio il san Giuseppe; questo conferma l’impegno del maestro dettato dall’importanza della commissione. 

 

Pierluigi Carofano

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