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Rubens

Madonna con Bambino
e San Giovanni evangelista

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Rubens, Madonna con Bambino e San Giovanni evangelista
00:00 / 02:23
c1616-1618
​Olio su tela, cm 136×81
Piacenza, Museo Palazzo Costa

Proveniente dalle prestigiose collezioni Lazzaroni di Brescia e Pallavicini di Genova, questo dipinto, costituisce la versione su tela dei pannelli laterali del Trittico Michielsen conservato ad Anversa presso il Museo Reale di Belle Arti. Fu probabilmente realizzato da Rubens negli anni della sua piena maturità, intorno al 1616-1618, quando egli si stabilì nella nuova casa di Wapper, dove un'intera ala ospitava la sua grande bottega che lo vedeva alla guida di una schiera di numerosi collaboratori.

 

Proprio nel dipinto qui esposto, l'aquila raffigurata sul lato destro, sopra l'immagine di san Giovanni Evangelista, è verosimilmente opera di Frans Snyders (Anversa 1579 - 1657), amico e collaboratore di Rubens, specialista nella rappresentazione di animali, di cui conosciamo un disegno preparatorio molto dettagliato relativo all'aquila (Londra, British Museum).

Osservando l'opera nel suo insieme c'è da chiedersi il motivo dell'assenza della parte centrale rispetto al Trittico Michielsen, raffigurante il Cristo morto sorretto dalla Vergine e da Giuseppe d'Arimatea, meglio conosciuto come “Cristo con la paglia” per via del ciuffo di paglia posto su un blocco di marmo.

 

Dato che il trittico di Anversa, realizzato anch'esso nel 1617-1618, doveva costituire il monumento funebre del ricco mercante Jean Michielsen e di sua moglie Marie Maes per la cattedrale di Anversa, composto, oltre che dal pannello centrale raffigurante la Deposizione di Cristo, ma anche dei due pannelli laterali dove appaiono la Vergine col Bambino e san Giovanni Evangelista quali protettori dei donatori, è possibile, a mio avviso, che i committenti abbiano chiesto a Rubens di realizzare un'altra versione del dipinto, senza l'elemento centrale, di evidente carattere funerario, in cui apparivano soltanto i loro santi patroni (di solito la Vergine e san Giovanni evangelista).

In verità l'opera qui esposta non offre alcuna variante significativa rispetto al “Trittico di Anversa”;  presenta colori caldi e pastosi, stesi con tocchi ricchi e ampi, come nelle migliori opere di Rubens questo periodo. È intendersi dunque, come una versione eseguita da Rubens negli stessi anni, con l'intervento di Frans Snyders limitato al particolare dell'aquila.

 

Pierluigi Carofano

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